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  • silviafavaretto

DELLA SCRITTURA COME PRATICA MEDITATIVA DI GRATITUDINE

Non possiamo sapere in anticipo le avversità che ci accadranno e non possiamo evitare le contrarietà, ma quello che possiamo fare è scegliere come reagire a quello che ci capita, osservare, sperimentare e correggere, assumerci la responsabilità di attuare modifiche nella nostra vita che ci faranno stare meglio, rinunciare a paura e colpa, fidarci della vita e non opporci a lei. La scrittura è una scelta di calma e riflessione. Scrivere è accettare una situazione e trasformarla in letteratura. Scrivere è rifiutare la frenesia, placare l’ansia e l’agitazione, mettere chiarezza nella confusione, l’acquisizione interiore di tranquillità. Nessuno ci può mai obbligare ad agitarci, se scegliamo di nutrire la serenità. Il lockdown è arrivato, per alcuni, a travolgere la nostra routine e determinati comportamenti automatici e meccanici, sovvertendo le regole della quotidianità, in alcuni casi fermando la fretta. Siamo di fronte, a livello mondiale, ad uno stato di passaggio, Dal quale potremmo trarre riflessione e di conseguenza cambiamento salvifico, se ci fermiamo a riflettere su cosa veramente vale. Siamo peró anche in un momento storico in cui c’è una volontà, nei mezzi di comunicazione, di attivare paura ed esercitare manipolazione. Più che mai abbiamo bisogno di cercare rifugio nella calma, nella creatività e nella gratitudine, trovare ogni giorno motivi di essere grati, dare più valore a quello che abbiamo costruito, incontrarci con più gioia Con chi amiamo, soffermarci a meditare, contemplare, scrivere.

(Nella foto: Roses, mio libro d'artista)


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