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  • silviafavaretto

DELLA SCRITTURA COME POSSIBILITA’ DI CREARE UN NUOVO LINGUAGGIO EDIFICANTE

Sempre più spesso sperimentiamo attività di auto-sabotaggio: “è impossibile”, “non ce la potrò mai fare”, “mi mancano i soldi”, “non sono capace” sono tra gli infiniti alibi che la nostra mente crea per farci percepire dei limiti. Purtroppo, il nostro linguaggio CREA, dunque quando usiamo queste frasi già stiamo costruendo l’insuccesso. È importante invece non tarparci le ali da soli, assumerci la responsabilità di quello che vogliamo ottenere e impegnarci per farlo. Frasi di accusa ai nostri congiunti o amici, del tipo “Non è colpa mia, te l’avevo detto” o l’uso continuo di lamentele, rende sempre più evidente come l’essere umano cerchi di scantonare responsabilità e scelga di autolimitarsi. È necessario invece prenderci la nostra responsabilità di ciò che accade, quantomeno la nostra parte di responsabilità, dare sempre la colpa agli altri non è efficace, non permette di costruire una relazione sana. Soprattutto nelle relazioni di coppia, aspettarsi che l’altro cambi non ha una reale possibilità di modificare le cose. Bisogna innanzitutto recuperare la capacità di dare valore a quello che c’è già nella nostra vita e valorizzare quello che abbiamo contribuito a costruire, senza imporci degli inutili limiti o delle giustificazioni auto-sabotanti. Dopodiché, nel campo relazionale è utile assumersi la responsabilità di quello che non funziona e sforzarsi di cambiare, senza avere la pretesa di cambiare l’altro. Continuamente noi cerchiamo di correggere la realtà esterna, come se la realtà esistesse a prescindere da noi. Invece la realtà è il nostro riflesso, è il rimando di quello che noi siamo. Qualche rara volta può riuscirci di cambiare un’altra persona, ma la durata di questa trasformazione è di solito breve: il cambiamento è definitivo solo se scaturisce da un bisogno interiore. Essere consapevoli del linguaggio autosabotante e trasformarlo in linguaggio creativo e propositivo è un cambiamento definitivo, una volta assunto come pratica quotidiana: rinforzare invece che abbattere, descrivere senza criticare, valorizzare invece di umiliare, sono attività da tenere presenti non solo con i nostri alunni che sono giovani e fragili, ma con tutto il genere umano che ha bisogno di ripensare alla lingua come veicolo di comunione e non di denigrazione.

(Nella foto un libretto mio che diventa una stanza, le pareti di una casa...)


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